Sublimazioni

Un sito di psicologia dinamica

          editoriali

 

 
HOME PAGE PREFAZIONE RIFLESSIONI DIVAGAZIONI EDITORIALI CONSULENZA

 

"Sono tornate"

 

Con questo titolo, il Corriere ha aperto la sua seconda edizione straordinaria comunicando il ritorno in Italia di Simona Pari e Simona Torretta. Qualche ora prima, in una precedente edizione straordinaria, aveva titolato “Liberate”. L’asciuttezza del titolo sottintendeva forti vissuti emozionali: l’autore dell’articolo, insensibile a seduzioni di estetica giornalistica,  aveva voluto liberare soprattutto la sua angoscia. L’abbiamo apprezzato molto.

Altre volte, abbiamo detto su questo sito che le parole spesso vengo usate più per non dire che per “comunicare”. Alla base del nascondimento c’è spesso la paura dei contenuti di fondo dei propri pensieri poco nobili. In questo caso che paura poteva esserci? Ci poteva essere la paura di prendere coscienza della propria ambivalenza? C’è qualcuno che non voleva che le due Simone fossero liberate? Pensiamo di No, speriamo di No. Ma, lasciamoci andare alla gioia del momento evitando fastidiose domande.

Ciò che ci ha colpito nelle due ragazze è stato il sorriso felice, la voglia di abbracciare tutte le persone che erano andate a riceverle all’aeroporto e tutti gli italiani che erano davanti alla televisione. Bruno Vespa, con l’intuito del giornalista consumato, le aveva paragonate nella sua trasmissione di ieri sera a due olimpioniche che avevano vinto da poco la medaglia d’oro. Subito dopo ci è venuto in mente il famosissimo verso del quinto canto dell’Inferno, quello in cui Dante fa dire a Francesca: “Amor ch’a nullo amato amar perdona…” Credo che sia stato questo che le ha salvate, più della fortuna di cui si è anche parlato. Quando i sentimenti sono veri, sono forti, e veramente transitivi, vanno verso gli altri per donarsi ed abbracciarsi con i sentimenti degli altri, è davvero difficile che vengano rifiutati. Qualche volta succede; una volta è successo in modo grave e la colpa che derivò dal Gran Rifiuto si sta espiando ancora oggi.

Il rischio che gli arabi hanno corso è stato quello di una colpa pesante. Una colpa che non potevano permettersi. Le sofferenze psichiche e morali sono il privilegio di chi è sufficientemente libero dalle sofferenze reali. Chi soffre molto, in questo ambito di realtà, non può aggiungere nulla di “costruito”. E’ per questo fatto che le nevrosi si attenuano nei momenti oggettivamente difficili. Durante le guerre, le carestie, gli sconvolgimenti naturali, l’uomo si acquieta nei suoi tormenti: è troppo impegnato a soffrire veramente.

 E, poi, nella liberazione delle nostre due ragazze c’è stato un altro fatto decisivo. In questi paesi insanguinati dalla violenza, la Virtù ha dormito a lungo. Ieri si è alzata riposata e ha fatto tornare a casa le due Simone.


 
 
HOME PAGE PREFAZIONE RIFLESSIONI DIVAGAZIONI EDITORIALI CONSULENZA