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Pubblicità e verità

 

Non seguiamo gli spots televisivi, anzi, confessiamo una certa tendenza ad utilizzare il telecomando come strumento di difesa e di fuga. Riconosciamo, tuttavia, la validità d’alcuni spots e  comprendiamo l’interesse verso di essi di alcune persone che, in certi casi, manifestano una vera e propria passione.

Non c’è dubbio che la pubblicità descrive aspetti di noi che, letti con coraggio ed onestà,  ci aiutano a comprendere meglio chi siamo e cosa vogliamo. Ciò che della pubblicità c’incuriosisce ed interessa è il messaggio franco e diretto. E così, seguendo gli spots televisivi, non abbiamo avuto difficoltà a capire che più che il bacio di una donna vogliamo la tavoletta di cioccolato che tiene in mano, oppure, farci un giro con la nostra utilitaria appena acquistata, anziché finire la serata in compagnia del nostro partner. Scopriamo, ancora, che i bambini sono molto furbi e dotati di un sano egoismo, capaci di toglierci da sotto il naso un appetitoso piatto di spaghetti, giocando con l’arte della seduzione. Gli spots ci aiutano a superare la paura della vecchiaia quando vediamo rappresentati cinquantenni che, con diete appropriate, creme, lozioni ed altri consigli per gli acquisti riescono a fermare il tempo, e se a qualcuno scappa la pipì, niente di grave, c’è il pronto bagno. Altra scoperta interessante, soprattutto per gli uomini, è che non è più la donna che prende per la gola un uomo ma è il contrario: un uomo che sa cucinare ha buone probabilità di accasarsi. Inoltre, scopriamo di essere egoisti senza sentirci in colpa, che i formaggi non fanno ingrassare perché sono molto utilizzati e graditi da giovani donne che non superano i cinquanta chili e, infine, che il salmone appena pescato ha le spine e il surgelato No.

Tutto questo vi sembra una cosa da poco? Vi assicuro che nella nostra attività professionale impieghiamo almeno un paio d’anni per far passare la metà di queste verità.

Anche se stiamo giocando con l’argomento, vogliamo precisare che quanto abbiamo detto ha in sé aspetti di verità e spunti di riflessione che davvero non possono essere sottovalutati. E allora utilizziamo queste verità e questi spunti di riflessione. Le parole spesso sono usate più per non dire, per coprire la verità, anziché spiegarla. Ciò dipende dal fatto che la nostra capacità di comunicazione simbolica si è talmente perfezionata da consentirci, appunto, di fare un discorso per un altro e di obiettare perfino sulle cose evidenti. Il linguaggio del bambino, invece, è poco differenziato e, guarda caso, proprio per questo, di solito, vero. Non si dice che la verità si conosce dai bambini e dagli ubriachi?

Vogliamo dire che il linguaggio della comunicazione pubblicitaria è infantile? Assolutamente no! Anche perché chi pensa e scrive i messaggi pubblicitari sa quello che fa. Il fatto è che nel messaggio pubblicitario si vuole far passare la bontà o l'utilità del prodotto più che la giustezza del discorso. Certo, alcune volte negli spot ci sono contenuti apprezzabili dal punto di vista etico che trascinano l’apprezzamento sul prodotto. Tuttavia, il più delle volte l’obiettivo del creativo non è quello di apparire eticamente corretto, quanto quello di apparire credibile. In questo senso, è più credibile il bambino egoista che non il bambino altruista. La psicologia infantile ci spiega che il bambino vive la fase dell’egocentrismo fino ai sette anni d’età. In questa fase non riesce a mettersi dal punto di vista dell’interlocutore, a vedere quello che vede l’altro e, generalizzando, a pensare quello che pensa l’altro. Se così è dal punto di vista scientifico e nella psicologia di senso comune d’ogni genitore, perché mai un pubblicitario non dovrebbe tenerne conto? Quanto al rapporto uomo donna, è esperienza comune che, soprattutto nei giovani, c’è una certa tendenza ad evitare l’impegno affettivo, lasciandolo per i rapporti veramente importanti. E’ pure evidente che oggi i ruoli, nel rapporto uomo donna, si mescolino e, in questo senso, se un uomo insiste a definirsi con la donna come si usava cinquant’anni fa rischia di rimanere solo. Continuando nelle nostre riflessioni, rileviamo che è verissimo che un cinquantenne, che si prende cura di sé, ha un aspetto e una condizione giovanili. E se non è vero, da un lato, che i formaggi non facciano ingrassare, è pure evidente, dall'altro, che ogni tanto facciamo ricorso alle bugie. Per finire, se è banale dire che il salmone fresco ha le spine mentre il surgelato No, tuttavia, occorre considerare, per onestà intellettuale, che la banalità fa parte della vita ed è utilizzata, qualche volta, anche dagli spiriti più robusti. Questo scritto, per esempio, ne è una prova (della banalità).

 


 
 
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