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I giovani e il computer

L'informatica, come si sa, è una scienza giovane, ma non tutti i giovani sono scienziati. L'abuso che si fa di questa scienza, da parte di alcuni giovani, è sotto gli occhi di tutti:  mezze giornate davanti al computer o, in certi casi, anche giornate intere. Tuttavia, abusi a parte, l'informatica è dei giovani e questi appartengono all'informatica: possiedono entrambi lo stesso linguaggio e la stessa modalità d'interazione. 

 

I giovani di questa generazione sono concreti, essenziali, disincantati e, talvolta, perfino scettici. Che il computer sia scettico è sicuro. Ogni volta che gli chiedo di fare una cosa, mi risponde se veramente ne ho l'intenzione, io gli rispondo di si e lui continua, scetticamente, ad informarsi sulle mie intenzioni. E qui si stabilisce, tra me e il computer, un dialogo francamente comico. Un giorno mi sono infastidito e, tagliando corto, ho risposto "No":  ho perso l'articolo che avevo faticosamente scritto.

 

Un'altra volta, non fidandomi di rispondere "No" e non potendo rispondere "Si" ho pensato di uscire dalla relazione spegnendo il computer. Facile, no? Il tiranno mi ha risposto che se avessi scelto "Termina adesso" si sarebbe potuta verificare una catastrofe. Non potevo chiudere il computer e non potevo stare tutta la notte davanti al monitor a guardarlo, come uno scemo. Allora ho chiamato un amico, esperto in informatica, pregandolo di risolvermi il problema, ma era a letto con la febbre. Mi faccio descrivere i sintomi e concludo che deve trattarsi di una banale influenza.  Mi precipito a casa sua con un cortigen forte, due uova e due banane. Gli faccio il cortigen, insisto perché si prenda le uova sbattute con dell'ottimo marsala e gli ficco in bocca le due banane. Dopo un pò si sente meglio, ma aveva già cenato. Viene a casa mia, mi risolve il problema (quanto ho invidiato la sua abilità!) lo riaccompagno a casa. Tutto risolto? Quella notte mi ha chiamato almeno cinque volte, lamentando una insopportabile pesantezza di stomaco. Poverino, ha consumato mezzo barattolo di bicarbonato, un cucchiaino e mezzo ogni telefonata. Se non avesse avuto una forte fibra, sarebbe quasi certamente morto.

 

 Ho notato che i giovani, in questi casi, hanno un comportamento diverso: non prendono in considerazione le problematizzazioni del computer, le ignorano e vanno avanti. 

 

E' come se il computer dicesse: sono troppo difficile per voi e gli umani rispondessero: alcuni, come me,  si è vero, altri, come i giovani, ma non dire sciocchezze. 

 

Il computer è la prima macchina disubbidiente, ma quando non viene presa troppo sul serio si ridimensiona molto ed è più ubbidiente. Questa variabile dell'ubbidienza è molto importante nei giovani; in questo senso però: in quello della non ubbidienza. Non c'è computer che possa essere più disubbidiente del giovane.

 

 Se è corretta la mia analisi,  per utilizzare al meglio il computer,  dovrei essere più disubbidiente, quasi quanto un giovane. Il fatto è che ho impiegato almeno due decenni per allontanarmi dalla disubbidienza ed altri due decenni per imparare a dire di si: ai miei figli, a mia moglie, al gatto. Non posso essere disubbidiente come prima. 

 

E allora? Dovrei parlare con un giovane per ricordarmi come si fa. Ma figuriamoci se un giovane mi regala un'abilità del genere. Alla fine dei conti, mi pare che l'unico modo di fare sia quello di essere giovane veramente. Questo significa che il computer può stimolare a ridiventare giovani o, se già lo si è, a rimanere tali? 

Per ora non ho la risposta,  la sto cercando.

 


 
 
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