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Ciclonudisti a Madrid e Londra

 

La notizia è riportata dai principali quotidiani. Un nutrito gruppo di ciclonudisti è sfilato per le vie di Madrid e Londra per protestare contro l’inquinamento e le macchine. Alcuni di loro erano quasi completamente nudi: i più prudenti portavano un caschetto da ciclista.

Perché uno psicologo come me è interessato alla notizia e la riporta nel suo sito, commentandola in un editoriale. Perché ci sembra importante, oltre che stimolante, rispondiamo noi.

L’importanza della notizia sta nel fatto che in questi comportamenti sono presenti contenuti esibizionistici che riducono in qualche modo il valore della protesta. E’ vero che dobbiamo fare attenzione a non inquinare il nostro pianeta - in questo senso, il valore della protesta ha dei contenuti senz’altro apprezzabili – tuttavia, utilizzare un dato oggettivo, l’inquinamento appunto, per soddisfare bisogni esibizionistici ed esigenze regressive, non ci convince.

Cercheremo di spiegarci brevemente. L’esibizionismo è fisiologico nei bambini piccoli, i quali fino ai due - tre anni, non solo non si preoccupano di coprire il loro corpo, ma tendono a mostrarlo con un certo piacere e, in certi casi, perfino con aggressività. Dopo qualche anno, anche per le spinte del processo educativo, colgono l’irragionevolezza del loro comportamento e pongono ad esso rimedio con il pudore. Il pudore, soprattutto all’inizio, è una specie di “formazione reattiva”, vale a dire, una trasformazione nel contrario che cerca di trattenere gli impulsi esibizionistici, non “sentendoli” più, da un lato, anzi provando, dall’altro lato, imbarazzo verso di essi. A completamento di quanto detto fin qui e per amore della verità, si deve dire che una persona esageratamente pudica è stata un bambino esibizionistico - o che avrebbe voluto esserlo – i cui impulsi esibizionistici sono ancora presenti in lui in quanto adulto, lo tentano, e lo obbligano a difendersi da essi in modo reattivo, come dicevamo prima, attivando sentimenti opposti, di pudore appunto.

L’esibizionista non trattiene i suoi impulsi esibizionististici, arginandoli con il pudore. Al contrario, li manifesta liberamente, con piacere e, in certi casi, con una certa aggressività. Da osservare che nei soggetti “perversi”, la cui psicosessualità è deviata, l’esibizione dei genitali è abbastanza frequente e, in alcuni casi, l’unico modo in cui si esprime.

Insomma, l’uomo nel suo percorso evolutivo cresce, matura, e abbandona certe posizioni evolutive antecedenti. Quando non riesce a liberarsi dei suoi punti di “fissazione” si ammala. Certe volte non si ammala in senso neurotico, ma è costretto “agire” la sua psicodinamica irrisolta, e il suo acting-out ha sempre esiti più o meno disadattivi.

Valga questa semplice considerazione.Gli impulsi esibizionistici, quando si manifestano, esprimono sintomatologie di tipo pregenitale, tutt’altro che banali nei loro esiti. Quando vengono trattenuti - anziché superati - o trasformati nel contrario, se non portano alla nevrosi, determinano sicuramente un certo disagio. Ma quale disagio, potrebbe obiettare qualcuno: sono così disinvolti! Solo apparenze: il disagio degli altri esprime il loro disagio negato.

 

 


 
 
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