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Consulenza psicologica e ambivalenza

 

Qualche tempo fa, una mia visitatrice abituale mi ha scritto una mail, manifestandomi il suo desiderio di comunicare con me. Naturalmente, le ho scritto che volentieri avrei risposto alle sue mail, ringraziandola, nel contempo, per gli apprezzamenti positivi che aveva espresso nei confronti del mio sito. Purtroppo, subito dopo, ho avuto un guasto al pc, ho dovuto formattare, ho perso il suo indirizzo e-mail. La mia visitatrice non si è fatta più sentire. Forse il mio pc era già infetto quando ho risposto alla sua mail, questa non le è arrivata, ed ella se ne è risentita. Oppure, voleva comunicare in quel momento, e poi non ne ha avuto più voglia.
 In entrambi i casi, la reazione ci è parsa francamente eccessiva. Nel primo caso, si sarebbe potuto considerare che una presunta mancata risposta può avere tante cause, tra le quali quella di essere, appunto, presunta. Nel secondo caso, riflettere sul fatto che un desiderio di comunicare non può esaurirsi nel giro di qualche giorno. A meno che non ci sia una forte ambivalenza. E questo è il punto.
 Essere ambivalenti - per dirla in termini semplici, semplici - significa essere di due cuori, vale a dire, avere un vissuto di amore-odio. Ora, nel caso della mia visitatrice, il sentimento di amore, da un lato, era testimoniato dai suoi apprezzamenti nei confronti del mio sito e della mia persona, mentre il sentimento di odio, dall'altro, si esprimeva in forme mascherate sotto forma di incostanza nel rapporto e suscettibilità. Come psicologo, i sentimenti ambivalenti da parte dei miei pazienti - o utenti, quando ho rapporti di relazione nel web - mi sono abbastanza familiari, li considero inevitabili e, perfino, proficui. Si tratta di reazioni transferali, delicate e, in qualche caso, difficili da analizzare. Ma quando è possibile analizzarle, all'interno di un setting psicoterapico reale, o chiarirle nell'ambito di una relazione virtuale come quella che si stabilisce in una consulenza online, gli effetti sono sicuramente positivi. E ciò per il semplice fatto che, spesso, si coglie il significato della propria dinamica psicologica, più dai propri atti e dalla proprie reazioni che non dalle risposte degli altri.
 Si consideri, se si vuole,che il mio impegno nel web è proporzionale alle mie forze e risorse. E, infine, che questo mio breve scritto, in fondo, è stato soltanto un pretesto per raggiungere, in questo periodo di festività natalizie, tutti voi, con simpatia e affetto. Perciò, auguri di buon Anno Nuovo alla mia visitatrice, delusa o in collera, e a tutti i miei visitatori, ambivalenti e non.


 
 
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