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Olimpiade 2012

Sospetti sull'uso del viagra alle Olimpiadi di Londra

 

E' un semplice sospetto, ma un inquietante sospetto. Fotografi con leggere tendenze voyeuristiche hanno fissato i loro obiettivi sui body d alcuni atleti dell’Olimpiade di Londra 2012.  

Forse siamo stati suggestionati anche noi, ma, in effetti, il body di qualche atleta ci è sembrato più tonico di quello di altri.

Ora, è possible che la tensione della gara abbia allagato di testosterone il sistema circolatorio di alcuni atleti. Qualche commentatore malizioso, però, ha interpretato, appunto, maliziosamente: questi atleti hanno fatto uso del viagra?

Se il fatto è da riferire al testosterone, non è il caso di parlarne. Il tutto sarebbe normale e comprensibile. Ma se di viagra si tratta, la questione cambia.

Sia chiaro. Cio' che fa un uomo per migliorare la prestazione sessuale nella sua stanza da letto, è una questione che dovrebbe interessare il diretto interessato e la sua partner. In un' Olimpiade interessa tutti noi.

Lo sport, in genere, e un’ Olimpiade in modo particolare, affermano ed esaltano valori quali la bravura, naturalmente, ma anche aspetti di correttezza, lealtà, verità. Se si bara dov’è il piacere della eventuale vittoria? In un soddisfacimento di tipo narcisistico, rispondiamo noi.

Il narcisismo non è generica vanità, ma, in modo più complesso, sottende un investimento psichico sul proprio Sé. Insomma, vissuti di fondo di inadeguatezza, portano ad iperivestimenti sulla propria persona cercando possibilmente feedback positivi da parte degli altri che compensano in qualche modo i sensi d’inferiorità.

Un’operazione consolatoria per sé e mistificante per gli altri. Il tutto molto lontano dall’affermazione del proprio valore e dal vero superamento delle proprie insicurezze.

Se vogliamo essere tolleranti e benevoli per l'operazione consolatoria degli atleti rispetto ai loro vissuti d'inadeguatezza, non possiamo comprendere e perdonare - ci vorrebbe la larghezza di vedute di un Baudelair - l'operazione mistificante degli atleti nei confronti del pubblico.

Il fatto è che nella mistificazione ci sono contenuti aggressivi che si riferiscono all'idea che gli altri non riescono a cogliere l'inganno.

Insomma l'idea, forse addirittura la convinzione, che i furbi sono loro e gli altri, in uno slancio di benevola comprensione, dei poveri allocchi.

In fondo, non c'è da meravigliarsi. Gli atleti di cui stiamo parlando, chè ce ne sono tanti di bella cultura e viva intelligenza, hanno esercitato i loro muscoli, trascurando il loro pensiero colpevolmente, presuntuosamente quello degli altri.

 

 


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